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Paganica e dintorni
Paganica è un antico borgo medievale adagiato ai piedi del Gran Sasso, legato alla fondazione de L’Aquila, città in continuo fermento per le importanti attività musicali e teatrali. Immersi nel verde del Parco del Sirente Velino, rocche e castelli si alternano ad una natura unica, dalla Valle Subequana all’Altopiano di Navelli, col prelibato zafferano.
Ai piedi del Parco Nazionale del Gran Sasso sorge una cittadina
di antica memoria: Paganica, nata intorno ad un antico tempio dedicato
a Giove, le cui tracce sono andate perdute da tempo. Il borgo regala
gradevoli scorci di medioevo, passeggiandovi per i vicoli. Da visitare
la basilica di San Giustino, di antica origine alto-medievale e gioiello dell’arte romanica. La storia di Paganica è legata a L’Aquila
poiché, secondo la tradizione, avrebbe fatto parte di uno dei
novantanove villaggi aggregatisi per la costituzione della città, nata
per volere di Federico di Svevia. L’Aquila è un crogiuolo di
attività musicali, teatrali, cinematografiche, in una cittadina in cui
ogni vicolo sa di storia e cultura. La Perdonanza Celestiniana
a Collemaggio, i Solisti Aquilani, come il Teatro Stabile Aquilano o
l’Accademia per le Arti delle Scienze e dell’Immagine donano
un’impronta di grande decoro alla città.
A pochi chilometri dalla città si possono ammirare le rovine dell’antica Amiternum, in particolare il teatro e l’anfiteatro. Su un colle che domina la città romana, si erge il santuario di San Vittorino
di origine alto-medievale, legato al culto del martire che era sepolto
nella sottostante catacomba, un piccolo gioiello, testimonianza della
storia paleocristiana d’Abruzzo. La natura si fonde con la storia e
l’arte si fonde con la natura… le Grotte di Stiffe, autentica
meraviglia della natura, in cui “…i torrenti confluiscono dall’interno
de’monti in un unico luogo e scorrono tra i prati da una vasta fessura
montana, affiorano verso un declivio e vengono alla luce…” (Angelo Pico
Fonticulano, 1582).
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Non lontano da questo angolo di storia, verso il cuore dell’Appennino, lo scenario può cambiare completamente: il Parco del Sirente Velino
accoglie una natura eccezionale, con flora e fauna uniche in tutto il
centro Italia, con rocche, castelli e torri che trascinano l’uomo in un
salto a metà tra storia e natura. Da L’Aquila si può agevolmente
raggiungere l’altipiano delle Rocche, dove una visita a Rocca di Mezzo,
ancora tutta medievale nell’aspetto, con strade e vicoli irregolari e
discontinui e degno di nota per gli inconfondibili sapori della sua
cucina, e al vicino castello di Rovere, regalano un tuffo nel passato,
immersi nello spettacolo naturale della montagna abruzzese. La
sensazione di un viaggio con la macchina del tempo è offerta da una
passeggiata lungo la Valle Subequana, in cui borghi medievali creano una cornice ricca di fascino. Da Tione a Castelvecchio Subequo la storia e la buona cucina creano un indissolubile sodalizio che ristora il corpo e la mente. La piana di Navelli, dominata da castelli e torri, nasconde tesori dell’archeologia e dell’arte, come l’antica città di Peltuinum presso Prata d’Ansidonia e Bominaco,
dove il monastero di San Pellegrino, antico luogo di passaggio e
ritrovo di pellegrini, con i suoi pregevoli affreschi, offre
un’esperienza indimenticabile.
Le tradizioni del territorio sono ancora oggi vive nella gastronomia,
che trova la sua espressione più alta presso l’antica salumeria De
Paulis al centro di Paganica, nei formaggi tipici di Castel del Monte e nello zafferano di Navelli.
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