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Silvi e dintorni

Il borgo antico della città di Silvi, con il suo caratteristico Belvedere, domina la costa. Passato e presente si susseguono tra il folclore, che raggiunge la sua massima espressione con la rievocazione de “Lu Ciancialone”; la natura, con gli affascinanti calanchi di Atri;  l’arte, con le celebri pitture di Andrea De Litio.

 

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Silvi “dalla ricca vegetazione”, è questo il significato dell’etimologia del nome. Si presenta con due realtà: una, del paese situato su un'altura fortificata con vista sul mare; l'altra, Silvi Marina con i suoi alberghi, i suoi ristoranti, i suoi locali, ma soprattutto la sua spiaggia.
A Silvi Alta visitiamo il borgo antico della cittadina che dal colle domina il centro costiero. Durante il percorso possiamo scoprire le tradizioni locali: una di queste, molto conosciuta è il Festival Internazionale di Pentecoste dove partecipano gruppi folcloristici locali e stranieri che si sfidano per diversi giorni nella piazza del paese, la Rassegna Bandistica della Città di Silvi e la rievocazione storica de “Lu Ciancialone”. Superando Silvi, raggiungiamo Atri che offre, in località Colle della Giustizia, uno splendido esempio di formazioni argillose che vanno sotto il nome di calanchi e che conferiscono al paesaggio un aspetto simile a quello lunare. È l'acqua che erode e dà forma all’argilla creando solchi inquietanti simili a profonde ferite che squarciano le pareti delle colline, facilmente visibili all’interno della Riserva Naturale dei Calanchi di Atri. La città di Atri, colonia romana, di cui sono rimaste vestigia importanti, come il teatro, ha nel suo bagaglio, più di ogni altro luogo della regione, un medioevo fiorente ed un rinascimento attento alla cultura ed all'arte. 

 

 

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Vale la pena davvero lasciare l'automobile e girare la città a piedi per poterne apprezzare ogni vicolo, ogni palazzo e monumento, come ad esempio il bellissimo Duomo con le pitture di Andrea De Litio. Altrettanto famosa e di antica tradizione la lavorazione della liquirizia, ancora oggi prodotta dall’antica fabbrica Menozzi-De Rosa. Più a sud, visitiamo Città Sant’Angelo, un centro situato su un belvedere naturale che spazia dal Gran Sasso al mare. Il borgo è caratterizzato da vicoli, palazzi gentilizi e dimore storiche realizzate con la pietra naturale della Majella e decorate finemente. Da qui, risalendo il fiume Fino, arriviamo al piccolo paese di Elice, rinomato per la produzione di un particolare tipo di pasta detta “alla mugnaia” perché originariamente era preparata dai mugnai che lavoravano vicino il fiume e fatta con ingredienti semplici, a base di farina ed acqua. Conviene soffermarsi a degustare, direttamente nelle piccole trattorie vicino il centro abitato, ottimi piatti della tradizione a base di pasta.
La vallata del Fino, angolo nascosto d’Abruzzo, riserva la sorpresa di borghi isolati e suggestivi, mentre si percorre la strada che conduce alla montagna fino ad Arsita, una delle porte meno conosciute del Parco Nazionale del Gran Sasso.
 
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